Vaso, particolare
 

Garovaglio archeologo e studioso

Attraverso gli articoli che egli scrisse e gli appunti inediti raccolti nei suoi quadernetti possiamo conoscere gli interessi archeologici di A. Garovaglio. Le cariche che ebbe nelle istituzioni pubbliche e in svariate associazioni culturali testimoniano il suo impegno e il lavoro svolto nel campo della tutela e della conservazione del patrimonio culturale



Incarichi principali

 
 

1869 è nominato membro del Consiglio e direttore dei fondi della Società d'incoraggiamento per le arti e mestieri di Milano, carica che mantiene almeno fino al 1883.

1871 Segretario della Commissione archeologica provinciale di Como

1872 è tra i fondatori della "Rivista Archeologica della Provincia di Como" (dal 1902 "Rivista Archeologica dell'antica Provincia e Diocesi di Como" ), come organo di stampa della Commissione Provinciale

1878 nomina ad Ispettore agli scavi d'antichità e monumenti del circondario di Lecco

1878 entra a far parte della Commissione conservatrice del Museo civico di Como

1879 direttore della "Rivista Archeologica della Provincia di Como"

1884 nomina a Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, per il valore scientifico delle sue ricerche

1890 alla morte di Vincenzo Barelli, viene nominato Ispettore dei monumenti del circondario di Como, incarico che terrà fino al 1895

1899 membro della Consulta per il Museo patrio di archeologia di Milano, in sostituzione del defunto Giuseppe Bertini.

1902 alla fondazione della Società Archeologica Comense ne è nominato Presidente Onorario

- socio corrispondente della Società archeologica di Bruxelles, membro della Società archeologica di Francia e della Società degli antiquari di Normandia, socio corrispondente della Deputazione di storia patria di Torino, membro della Società Storica Lombarda e della Società Storica Comense.

 
Copertina del primo volume della Rivista Archeologica

Copertina del primo volume della Rivista Archeologica

 

Scavi e studi

 
 

Gli interessi archeologici del Garovaglio spaziavano un po' a tutte le epoche e culture, come dimostrano i suoi appunti di studio e lavoro.
I viaggi compiuti lo portarono a visitare località archeologiche dove erano in corso nuovi ritrovamenti, in particolare quelle della Sardegna, dove si interessò alle ricerche in corso a Tharros, e della Toscana (Suessola, Corneto Tarquinia) e formarono la sua mentalità di attento osservatore, che aveva a cuore soprattutto la conoscenza e il rispetto per le testimonianze del passato.

Dall'inizio degli anni '70 data il suo impegno istituzionale, che si svolge soprattutto in ambito comasco: fa da colonna portante della sua attività l' amicizia con Vincenzo Barelli e l'impegno nella costituzione del Museo Civico e nella fondazione della Rivista Archeologica.

L' attività di regio Ispettore degli scavi d'antichità e dei monumenti viene svolta da Garovaglio con grande impegno e secondo il principio della conoscenza diretta ("vedere vedere vedere" è una sua frase che possiamo considerare il suo motto).
Le testimonianze di questa attività ci sono giunte attraverso i numerosi articoli scientifici, gli appunti sui taccuini ricchi anche di schizzi e disegni e le lettere ufficiali con altre istituzioni.

  Urna cineraria e ornamenti in bronzo da Moncucco, VII sec.a.C.

Urna cineraria da Moncucco, VII sec.a.C.

 

I numerosi ritrovamenti che si stavano facendo nei dintorni di Como attrassero il suo interesse scientifico sulle popolazioni preistoriche. Si occupò infatti dei ritrovamenti nelle torbiere di Bosisio e Pusiano, delle necropoli di Breccia, Villa Nessi, Moncucco, Civiglio, degli scavi di Rondineto, seguì scavi a Golasecca, Castelletto Ticino e Somma Lombardo. Pubblicò articoli sui rinvenimenti effettuati a Montorfano, Carate Lario, Varenna, Introbio e Casargo in Valsassina.
Nonostante alcune incertezze nel delineare un quadro cronologico e nelle attribuzioni culturali, che gli valsero le critiche del maggiore studioso di preistoria a lui contemporaneo, Pompeo Castelfranco, la sua opera mostra un rigoroso impianto scientifico quando si tratta di catalogare ogni pezzo, descriverlo e fornirne un disegno in scala il più possibile simile al vero.

L' età romana costituisce l' argomento di altri lavori, effettuati in occasione del ritrovamento casuale di tombe (necropoli di Angera e di Luino, di Villa Soave a Capiago, di Lurate Caccivio, rinvenimenti di tombe a Cantù, Rebbio, Erba, ecc.) o di resti monumentali ed iscrizioni.

  Fibula in bronzo da Castelletto Ticino, VII sec. a.C.

Fibula in bronzo da Castelletto Ticino, VII sec. a.C.

 
   
  Disegno originale di una tomba di Civiglio  

Disegno originale di una tomba di Civiglio

   
 

L' attività di ispettore ai monumenti lo portò ad occuparsi anche di problemi legati alla conservazione e al restauro di antichi edifici.
Innanzitutto si dedicò ad una capillare conoscenza di un territorio ancora in gran parte inesplorato sotto il profilo artistico, come dimostrano gli appunti e le numerose relazioni inviate alla Prefettura e al Ministero della Pubblica Istruzione per sollecitare interventi e sovvenzioni.

Nonostante si andassero in quegli anni affermando le teorie di Camillo Boito sul restauro, che doveva avere come fine il rispetto dell'autenticità e la conservazione della stratificazione storica, e che Garovaglio in linea teorica accettava, gli interventi a cui egli prese parte rientrano per lo più ancora nei metodi della ricostruzione analogica in stile.

  Il Battistero di Lenno in un disegno di Garovaglio

Il Battistero di Lenno in un disegno di Garovaglio